Tra gli ortaggi invernali appartenenti alla famiglia delle crucifere, oltre alla verza, ai broccoli ed al cavolo rosso ci sono anche i cavolfiori, facili da coltivare e molto resistenti al freddo.
I cavolfiori sono ortaggi biennali, molto comuni nella cucina italiana, in quanto vengono utilizzati in tantissime preparazioni, specialmente nelle vellutate, zuppe e minestre.

Coltivazione dei cavolfiori: clima e terreno
Come anticipato, i cavolfiori non temono il freddo, anzi, per favore l’infiorescenza, che poi è la parte che consumiamo, le piante hanno bisogno di un clima freddo, mentre non si può dire la stessa cosa del caldo. Si tratta quindi di una pianta che non ama il clima caldo e di conseguenza può essere coltivata anche nelle zone più fredde del paese.
Il cavolfiore, per crescere al meglio predilige terreni ad impasto medio e che siano umidi, inoltre ama i terreni ricchi di sostanze organiche, quindi è consigliabile seminare in terreni che precedentemente sono stati concimati con letame o humus.
È inoltre importante non far mancare mai l’acqua ai cavolfiori, specialmente quando le piantine sono piccole, in quanto teme la siccità.
Coltivazione dei cavolfiori: semina e trapianto
Essendo ortaggio invernale, il cavolfiore va seminato d’estate nei mesi di agosto – settembre ma il periodo di semina varia leggermente, in base alla varietà che si predilige e generalmente si consiglia più la semina in semenzaio, per poi spostare le piantine in pieno campo.
La semina si effettua ad un centimetro di profondità, prestando attenzione che durante il periodo di germinazione il terreno non resti mai secco, mentre il trapianto generalmente si esegue dopo 40 giorni circa dalla semina, evitando di fare il trapianto quando fa ancora troppo caldo.
Le piantine, nel momento in cui sono pronte per il trapianto devono essere messe a circa mezzo metro di distanza l’una dall’altra, per garantire lo spazio di sviluppo necessario.
Coltivazione dei cavolfiori: lavori da fare
A differenza degli altri ortaggi appartenenti alla famiglia delle crocifere, i cavolfiori richiedono un terreno che sia costantemente umido ( ma senza creare ristagni d’acqua), sia nella fase in cui le piantine sono ancora piccole che in seguito, inoltre questi ortaggi non amano avere attorno piante infestanti, quindi la pratica più consigliata per evitare di dover combattere le erbacce continuamente è la pacciamatura, utile anche per assicurare un terreno sempre umido.
Come accade per le altre crucifere, anche i cavolfiori non vanno più trapiantati o seminati nella stessa parcella di terreno, mentre è indicato coltivare i cavolfiori dove prima c’erano delle leguminose ed è consigliabile affiancare la coltura di cavolfiori da piante di pomodori ed erbe aromatiche come salvia, rosmarino, origano, menta, etc.., in quanto aiutano a tener lontana la cavolaia , insetto comune che attacca i cavolfiori.
Raccolta dei cavolfiori
I cavolfiori vanno raccolti nel momento in cui il corimbo (la parte che consumiamo) appare ben sviluppato, compatto e sodo. Inoltre è consigliabile prestare attenzione e iniziare la raccolta prima che la pianta inizi a separare i fiori, tenendo conto del fatto che sia le temperature troppo alte che quelle troppo basse sono condizioni che possono favorire la separazione dei fiori.